1) Musica e Cuori Spezzati: L’unica vera coppia perfetta

Magari non sarò una delle pop star più ricche e famose del mondo, la padrona di tre adorabili gatti o una delle migliori amiche di diversi angeli di Victoria’s Secret, ma io e Taylor Swift abbiamo comunque qualcosa in comune: Entrambe abbiamo sofferto per un cuore spezzato a quindici anni.

Per il mio primo cuore spezzato, e per tutti quelli che ad esso sono seguiti, le mie playlist selezionate con cura sono state una delle poche fonti di sollievo e ispirazione durante quei giorni. La forza morale data da Christina Aguilera durante la sua “Fighter” mi ha dato la forza di tornare a scuola o in palestra dopo ogni cuore spezzato, mentre le dolci parole di Raf in “Non è mai un errore” mi hanno aiutata nei pianti solitari che hanno seguito tutte le rotture con i miei ex.

E pare che la necessità di gravitare attorno alla musica quando si ha il cuore spezzato sia una regola universale che tutte le persone che hanno sofferto per amore hanno seguito almeno una volta.

Ma perché la musica ed i cuori spezzati vanno d’accordo molto meglio di quanto tu ed il tuo ex abbiate mai fatto? La musico-terapista Dr. Hilary Moss potrebbe avere la risposta a questa domanda. “La musica provoca una risposta emotive,” dice lei. “Ci connette senza l’uso del linguaggio ai nostri sentimenti. Per esempio, la musica ai funerali è spesso il momento in cui le persone piangono, e quando poi sentiremo la stessa canzone in seguito, ci ricorderà per sempre di quella persona che non c’è più”.

Secondo la psicoterapeuta e consulente relazionale Lisa O’Hara, immergersi in tutti i sentimenti che vengono scaturiti dalla musica può anche essere un esercizio utile. “La musica può evocare dei ricordi e aiutarci a connetterci con l’esperienza corporea della perdita e quindi permetterci di sopportarla attraverso le lacrime, è un meccanismo per far fronte a questo tipo di emozioni,” dice Lisa. “Alcune persone dicono che dopo un lungo pianto, ci si sente molto meglio!”.

“Potrebbe essere anche contro-producente per alcune persone che invece sono molto più cognitive, che hanno bisogno di un meccanismo di sopportazione più attivo,” ci spiega lei. Quindi se sei una persona che non trova intuitivamente utile mostrare emozioni o parlare dei tuoi sentimenti, magari passare sei ore di fila ad ascoltare “Someone like you” di Adele potrebbe non essere la migliore delle idee. Invece, potresti trovare molto più utile passare a canzoni più forti, con tempi potenti e basati sull’indipendenza come “Survivor” delle Destiny’s Child.

“La Musica stimola il nostro polso, il nostro flusso sanguigno e quindi stimola i nostri sensi di vitalità e speranza,” spiega lo psicoterapista Mark O’Connell. “Per esempio, se dovessi leggere il testo della canzone “I will survive” di Gloria Gaynor dopo una brutta rottura, potrebbe aiutarti a organizzare i tuoi pensieri e la tua narrativa personale a livello intellettuale. D’altra parte, se dovessi ascoltare quella stessa canzone, non potresti semplicemente pensare via il tuo dolore, ma dovresti sentire le vibrazioni lungo il tuo corpo e cominciare a pensare a più possibilità nella vita che quella di soffrire da solo”.

In questo modo ci viene spiegato che la vera guarigione comprende spostare il proprio ex dal centro della nostra vita ad una “periferia” molto lontana, un processo che comprende il creare delle esperienze senza di loro.

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