Il presepe che piace a Papa Francesco: Maria dorme, Giuseppe culla il bambino


Un presepe in cui Maria dorme tranquilla, mentre un sorridente Giuseppe culla il Bambino come un padre moderno e affettuoso: a questa immagine nuova e per molti aspetti rivoluzionaria della Natività ha dato il suo plauso Papa Francesco, un pontefice che ha innovato profondamente la comunicazione della Chiesa, con contenuti e modalità espressive sempre più forti: basti pensare alla recente Croce di resina «vestita» col giubbotto di un migrante morto appesa nell’accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere. Per parlare di Natività Francesco ha scelto l’immagine di un presepe, inviatagli da un fedele, che rivoluziona l’iconografia classica della Madonna che veglia su Gesù mentre Giuseppe è solitamente in disparte, intento a reggere una lampada o un bastone, talvolta a ricevere i Magi coi loro doni. E l’ha postata sulla «sua» pagina Instagram ufficiale: Franciscus. Una ripartizione dei ruoli che evidentemente il Papa ritiene superata.

L’attenzione nei confronti delle donne

È stato Francesco stesso a spiegare la sua scelta, nella catechesi Il presepe, Vangelo domestico, pronunciata poco prima di Natale (mercoledì 18 dicembre) nell’Aula Paolo VI: «Il presepe è attuale, è l’attualità di ogni famiglia. Ieri mi hanno regalato un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, che si chiamava: Lasciamo riposare mamma. C’era la Madonna addormentata e Giuseppe con il Bambinello lì, che lo faceva addormentare. Quanti di voi dovete dividere la notte fra marito e moglie per il bambino o la bambina che piange, piange, piange. Lasciate riposare mamma è la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio», ha affermato il Papa, invitando i fedeli a tornare alla tradizione del presepe. «Anch’io quest’anno ho seguito questa via: sono andato a Greccio (la località in provincia di Rieti che ospita un santuario fondato da San Francesco e che è noto come il luogo dove quest’ultimo inventò il presepe, ndr), dove San Francesco fece il primo presepe, con la gente del posto. E ho scritto una lettera per ricordare il significato di questa tradizione, cosa significa il presepe nel tempo del Natale».

La valenza sociale del presepe

A sottolineare la valenza «paritaria» e «sociale» dell’immagine ricevuta, Francesco ha aggiunto: «Accanto a Gesù vediamo la Madonna e San Giuseppe. Possiamo immaginare i pensieri e i sentimenti che avevano mentre il Bambino nasceva nella povertà: gioia, ma anche sgomento. E possiamo anche invitare la Sacra Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico. La parola presepe letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento, il pane della vita (cfr Gv 6,34). È Lui che alimenta il nostro amore, è Lui che dona alle nostre famiglie la forza di andare avanti e perdonarci». Poi un messaggio di pace: «Il presepe è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo».



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