Mattarella sulla scorta a Segre: «Intolleranza e odio sono fatti concreti»


Durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un passaggio del suo discorso alla senatrice a vita Liliana Segre, cui è stata assegnata la scorta dopo le minacce ricevute. Secondo il capo dello Stato, il fatto che si sia resa necessaria questa misura di protezione — unito ad altri episodi di intolleranza che si sono verificati in Italia negli ultimi tempi — segnala l’esistenza di un problema concreto. «Se qualcuno arriva a dire a una bambina sull’autobus “non ti puoi sedere accanto a me, perche’ hai la pelle di colore differente”», ha detto Mattarella, «o se è necessario per una persona anziana, che non ha mai fatto del male a nessuno, ma il male lo ha subito da bambina in forma crudele, come Liliana Segre, di avere una scorta, significa che gli interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà contro intolleranza e odio, non sono astratti né retorici, ma sono concreti».

Il capo dello Stato ha dedicato ai bambini buona parte della sua riflessione odierna. «Ci si è chiesti chi può immaginare come sarà il mondo del futuro», ha detto, «e la risposta è: chiedete ai vostri bambini. Penso che questa risposta sia sotto gli occhi di tutti: cercare di avere una vita serena e quindi una convivenza serena, contro l’arroccamento egoistico, avere un senso di responsabilità contro l’indifferenza e l’irresponsabilità, contro l’intolleranza, l’odio». «I bambini», ha aggiunto Mattarella, «chiedono solidarietà contro intolleranza, l’odio e la contrapposizione».

Le parole della senatrice Segre

«Certamente non mi aspettavo la scorta, poi essendo una vecchietta…Io non l’ho mai chiesta e non pensavo mai che l’avrei avuta»: lo ha spiegato Liliana Segre in una intervista a Rainews24. «Quando sentivo — ha aggiunto — di personaggi che avevano la scorta li ho sempre visti come importantissimi e che bisognava quindi preservarli». La senatrice a vita ha parlato anche dei motivi che l’hanno spinta a promuovere la creazione di una commissione per combattere l’odio: «C’e’ un’atmosfera di odio che ho vissuto nei fatti oltre che alla parole. Combatterlo, mi aspettavo, doveva avere il plauso di tutti. Pensavo che ci sarebbe stata una specie di gara a proporre cosa fare contro l’odio».

8 novembre 2019 (modifica il 8 novembre 2019 | 16:48)

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